SCICLI – Pietrangelo Buttafuoco ha lanciato la Buttanissima Sicilia (vedi link), in un libro che mette in discussione la stracciata autonomia Siciliana gestita da un regime di politicanti indifferenti alle spese utili, propensi ai bilanci fatti per sperperare denaro, alla semina nei propri orticelli elettorali per, poi, riavere il “mandato elettorale”.
Ma, oltre ad avere e sopportare una buttanissima Sicilia, è ammissibile sputtanare una città?
Consiglio Comunale aperto per…?
A quanto pare sì visto l’allarme, democratico ca va sans dir, fatto lievitare dal Consiglio Comunale di Scicli che vuole addirittura un consiglio comunale aperto per discutere della “Sicurezza urbana” del comune di Scicli.
L’abbrivio prende da un paio di fatti oltre le righe accaduti in Città. Un omicidio, in un ambito privato ed i cui contorni si stanno definendo. Ed una intensa scorribanda di minorenni, o quasi, a quanto pare dediti al mondo della droga e dello spaccio.
Su queste due sbordature in un contesto sociale, quello di Scicli e dell’intera nostra provincia, lontana dalla seria violenza, si è imbastito il democratico consiglio comunale aperto allarmando per la “sicurezza” dei nostri territori
Che erano i consigli comunali aperti?
I consigli comunali aperti sono un retaggio del passato militante dei partiti politici. Negli anni ’70, un consiglio comunale aperto consentiva alla segreteria del partito di portare propri iscritti per fare casino dentro l’aula. Per l’opposizione era il far valere la propria forza rispetto la maggioranza. Erano, negli anni ’70, i momenti in cui i consiglieri comunali, una volta selezionati tra i competenti e attivi nelle segreterie dei partiti, dovevano far valere il proprio ruolo. Oggi, il consiglio comunale aperto è meta, se va bene, dei “parenti stretti” che, in due o tre, devono far vedere al cugino che hanno eletto, di essere presenti.
Discredito per la Città
Eppure un intervento aperto su tale tema, la sicurezza del territorio, rischia solo di spingere sul discredito di una comunità quando non è assolutamente un fatto serio e che ci appartiene.
Chi cercherà su Google “Scicli” potrebbe imbattersi su notizie su “violenza“, “sparatorie“. Il tutto rafforzato dal valore istituzionale – che comunque ha – di un “consiglio comunale aperto su violenza” che non farebbe altro che spingere mediaticamente dei fatti di bassissimo profilo in tema di ‘minacce alla sicurezza pubblica’.

Acqua, prezzi, violenza: ed uno qui in vacanza, ci viene?
Un turista, un visitatore, un viaggiatore che cerchi conforto per i suoi giorni di relax con la sua presenza nella nostra provincia, che dovrà pensare? Potrà capire che si tratta di due “minchiate”, detta sempre alla Buttafuoco, su cui si butta fuoco per giocare a fare il “politico”?
Metti assieme la siccità allarmata rivenduta omnia mundi; le ordinanze di riduzione di consumo acqua; i prezzi per il turismo evidenziati come in aumento; le infrastrutture carenti che molti stranieri accettano nell’opzione alla Enrico Montesano del “molto pittoresco“. Mettici pure la “drammatica violenza ed insicurezza del territorio”.
Ma che volete: che poi si scelga di venire a fare la vacanza, a cercare cultura, a spendere il proprio momento di ricostruzione mentale e fisica a…Scicli, Ragusa, Modica?
A che serve il consiglio comunale aperto? Boh?
A che serve allora il consiglio aperto? Praticamente a niente, a nostro parere. Nel regime democratico non si può certo negare che i “rappresentanti del popolo”, locale, regionale e nazionale, sfilzino il quarto d’ora con argomentazioni sopraffine ed analisi risolutive. Ma a parte questo, è molto probabile che poc’altro potrà emergere di concreto.
La soluzione? In parte c’è, in parte deve essere attuata
Per fortuna, la violenza rivenduta ai media, è poca cosa reale. Prima di tutto, perchè la “provincia babba” (Ragusa), è stata sempre lontana da questo tipo di violenza. Questo suo essere “babba” le ha permesso di creare, in silenzio, una alta qualità della vita, una economia fortemente competitiva che tiene più salde anche le persone in questo territorio. Cosa che consente di avere un territorio meglio vissuto e “controllato”.

In secondo luogo, le forze dell’ordine sono ben “sul tema”. E’ certo che Carabinieri, Polizia e anche al Polizia Locale per la sua quota, hanno ben sotto controllo il contesto locale. Loro sono servizi “territoriali” ed il loro compito è soprattutto “sapere” cosa accade. E lo fanno bene.
Sui fatti dei rinco-drogati che si sono affastellati con le scacciacani a Jungi, nel giro di qualche ora sono risaliti ai fatti; sono arrivati a rintracciare uno prelevato portato a Siracusa in ostaggio. Una cosa del genere non si fa se non si ha il polso della situazione, se non si conosce “u chinu ra mpanata” come possiamo dire localmente. Dopo i fatti, a Scicli c’è stato un aumento di pattuglie in giro. Non era certo il <militarizzare il territorio>, ma per far vedere alle “teste di gabasisi” (cit commissario Montalbano), che lo Stato c’è e ben presente.

Altro da fare
Certo, tutto è migliorabile. L’eccesso di minorenni di origine immigrata che si inseriscono nel contesto illegale dello spaccio, come ha sostenuto il Ministro Nordio (vedi Sole24Ore), è un problema. Specie perchè poi, una volta beccati, non è facile mantenerli lontani dalle piazze di spaccio: vengono rilasciati molto spesso con migliaia di motivazioni. Qui sarebbe da utilizzare seriamente l’art 27 della Costituzione rispetto alla “rieducazione del condannato”: non con psicologi, assistenti e carezze simili. Ma con opera di solida formazione, di lavoro, di regole, di condotta.
Poi si potrebbe aumentare seriamente il numero di telecamere negli ambiti pubblici. Già oggi per le indagini spesso si chiedono le immagini di videocamere private perchè le pubbliche sono poche e forse manco funzionano. Si potrebbero allora interecettare gli ubriachi che si prendono a bottigliate, i furiosi – immigrati ed indigeni – che importunano le ragazze, gli scassinatori notturni.
Allora meglio lasciare i, chessò, 150.000€ per la “Sagra del pompiccolo” ed invece aumentare le telecamere di videosorveglianza. Potrebbe essere questo l’intervento “politico”. E non è “1984” di Orwell: è solo che poi si è contenti se vengono beccati i ladri o chi magari spacca il vetro della propria macchina.
Insomma, si tratta di amministrare. Che è diverso dal politicare con un consiglio aperto ..per far chiudere.
