SCICLI – Anche a Scicli è partito il processo di ricerca delle strutture ricettive dedicate al settore turismo che rimangono ancorate al mercato nero. Una ricerca fatta dal Comune per, da un lato, far ottemperare al pagamento della tassa di soggiorno. Dall’altro per combattere concorrenza sleale, sono alcuni dei fenomeni finiti nel mirino della task force del Comune
Task Force al Comune
Per dare avvio a questa attività che, da quando è stato rilasciato il CIN, il Codice Identificativo Nazionale è tipica in tutta Italia, à stata creata una task force all’interno del Comune di Scicli che si occuperà di abusivismo nel settore, dove esistono attività fantasma di accoglienza dei turisti che non riscuotono e non versano l’imposta di soggiorno al Comune, non assicurano standard di servizi adeguati e fanno concorrenza alle imprese in regola.
Le sanzioni per la mancata richiesta o esposizione del CIN sono applicabili dal 2 gennaio 2025 e possono variare da 800 a 8.000 euro per la mancata richiesta e da 500 a 5.000 euro per la mancata esposizione.
Uso delle OTA e dei Social
Per arrivare alla scoperta di queste attività in ‘nero, l’approccio sarà dell’incrocio delle banche dati con le pubblicazioni delle offerte di soggiorno sui portali di accoglienza, le cosidette OTA (Booking, Airbnb, ecc). In questi portali, però, la mancata comunicazione del CIN non consente di procedere alla pubblicazione della struttura. Da tenere sotto occhio sono invece i Social, come Facebook, dove le offerte per affitti brevi viaggiano senza il controllo del Sistema che non richiede la comunicazione del CIN e di altri dati castali.
