ROMA – Una nuova norma e gestione di reati entra nel novero enorme delle leggi italiane. Si tratta della L. 137/2023 che, oltre ad altri aspetti, si occupa pure dei reati ambientali. Una cosa fondamentale in generale. Ma la cui considerazione deve essere ancora più forte negli ambiti che fanno del ‘turismo’ un fondamentale aspetto della crescita economica.
Reati ambientali ed incendi
Il Capo IV si occupa di incendi boschivi, uno strano rituale che ogni anno colpisce praticamente tutta la fascia Mediterranea, dalla Spagna alla Grecia passanto per l’Italia.
Si aumenta la pena edittale, cioè la condanna per il reato di “incendio boschivo”. Prevendendo un’aggravante ad effetto speciale nel caso in cui tale fattispecie sia commessa con abuso di poteri o violazione di propri doveri inerenti alla prevenzione e al contrasto degli incendi o per trarne profitto.
Non è ben chiaro cosa voglia dire qui. Pare si riferisca alle costanti notizie di ‘forestali’ che per mantenere il posto ed agire da ‘guardie’ incendiano boschi e campagne. Tanto è vero che come pena accessoria è indicata anche l’interdizione dai pubblici uffici per 5 anni
L’abbandono dei rifiuti è diventato un illecito penale
Modifiche toste per l’abbandono di rifiuti. Infatti a seguito di una modifica del Testo unico ambientale, l’abbandono di rifiuti è diventato un illecito penale. Questo significa che chi deposita in maniera incontrollata rifiuti sul suolo o nel suolo, o li immette in acque superficiali o sotterranee, è soggetto a una denuncia penale con un’ammenda da 1.000 a 10.000 euro, che può arrivare fino a 20.000 euro se si tratta di rifiuti pericolosi.
Legge 9 ottobre 2023, n. 137 – conversione in legge del decreto-legge 10 agosto 2023, n. 105: le modifiche in materia di intercettazioni, cybersicurezza e di reati ambientali (G.U.9.10.2023) – È stata pubblicata in G.U. Serie Generale 9 ottobre 2023 n. 236, la legge 9 ottobre 2023, n. 137, recante la conversione del decreto-legge 10 agosto 2023, n. 105, contenente le disposizioni urgenti in materia di processo penale e civile, di contrasto agli incendi boschivi, di recupero dalle tossicodipendenze, di salute e cultura, nonché in materia di personale della magistratura e della pubblica amministrazione.
Comune di Ragusa: sollecita la collaborazione dei cittadini
Per dare la caccia a questi idioti che insozzano il territorio, i comuni si sono già messi all’opera. Il comune di Ragusa, esempio, ha comunicato che tale inasrimento si somma al sequesto ai fini della confisca, del veicolo che è stato utilizzato per tale abbandono. E per tali controlli, comunica l’assessore al ramo Giovanni Gurrieri, a tale servizio saranno destinati gli assunti nel corpo di Polizia Municipale previsti dall’amministrazione Cassì.
“Resta e resterà fondamentale la collaborazione dei cittadini: nessuno può conoscere il singolo angolo di strada o di campagna come chi ci abita o ci lavora” si dice dal Comune di Ragusa. E si invitano i cittadini a conoscenza di abusi o posizioni irregolari a segnalarle alla polizia locale. Specificando che , se necessario, tali segnalazioni rimarranno anonime.
“Abbiamo avuto modo di verificare – afferma l’assessore all’Ambiente, Mario D’Asta – come in questi anni le fototrappole abbiano avuto un ruolo fondamentale per il contrasto all’abbandono dei rifiuti. Questi dispositivi hanno infatti il vantaggio di poter essere facilmente installati e spostati, permettendoci di non dare punti di
riferimento agli incivili. L’obiettivo al quale stiamo lavorando è quello di potenziare la dotazione e la qualità di questi strumenti, così da poter ampliare sempre più l’area oggetto di controllo”.
Ovviamente una tale stretta era fondamentale perchè ci troppi cretini che non comprendono il valore di un territorio e del suo mantenimento.
Certo, poi da parte dei Comuni e della Amministrazioni è necessario attivare i servizi, le piattaforme, le aree di conferimento perchè se uno deve teners in casa un mese un frigo o un materasso, forse richia la galera.
Qua è dove potrete trovare la norma. Se qualcuno volesse leggerla per capirla ed adeguarsi, potrebbe rivolgersi al Tribunale Internazionale dei Diritti del Cittadino (ah, no, non esiste!) per chiedere che le norme siano scritte sempre e solo per essere comprese. E non per essere interpretate tanto da creare tanti Stati paralleli quanti sono gli interpreti. Cosa si capisce, esempio, da questo: “all’articolo 240-bis, primo comma, le parole: «dagli articoli 452-quater, 452-octies, primo comma» sono sostituite dalle seguenti: «dagli articoli 452-bis, 452-ter, 452-quater, 452-sexies, 452-octies, primo comma, 452-quaterdecies»”;
