CATANIA – “Possiamo cominciare ad allertare i Nas contro il commercio di tutti i prodotti che utilizzano questi ed altri ingredienti riconducibili alla definizione della norma“? Detto in altri parole: avete capito che con questo decreto contro la ‘carne coltivata’ si rischiano di mettere fuori legge tante componenti dell’attuale cibo italiano?
Lo dice il MEC con il presidente Claudio Melchiorre, organizzazione attiva nell’analisi della fatti italici.
Secondo il MEC, infatti, il decreto Lollobrigida in cui si dichiara il “divieto di produzione e di immissione sul mercato di alimenti e mangimi costituiti, isolati o prodotti da colture cellulari o di tessuti derivanti da animali vertebrati nonché di divieto della denominazione di carne per prodotti trasformati contenenti proteine vegetali” metterebbe fuori legge ingredienti della cucina italiana come strutto, caglio, colla di pesce. E persino diversi fertilizzanti e mangimi oggi utilizzati e che hanno come componentistica cellule di mammiferi.
Scelta personale governata dal centro. Sempre di più
Secondo il Ministero dell’Agricoltura (qui), la scelta italiana sarà rafforzata dall’Unione Europea che, appunto dice il Masaf (ministero agricoltura sovranità alimentare e foreste) pare intenzionata a non consentire tale sviluppo nell’ambito dei Paesi dell’Unione Europea.
L’argomento con cui si è impedito di avere spazio nella ricerca e conoscenza di tale sviluppo scientifico ed economico, è stata la ‘sicurezza alimentare‘, cioè lo fanno per il bene del popolo. Stesso concetto, a grandi linee, con cui gli scorsi anni sono stati tenuti segregarti in casa milioni di persone, tolti stipendi a migliaia, condannati ed inseguiti sulle spiagge: per il benessere della popolazione.
Sarebbe stato un grave problema se si fosse lasciato ai singoli di scegliere l’utilizzo o no di tale carne non artificiale, non coltivata, ma semplicemente rigenerata da cellule animali?
Come è ‘fatta’ la carne coltivata? – La produzione di carne coltivata consiste nel “prendere cellule da animali normalmente allevati per produrre carne e usare quelle cellule come ‘starter’ per far crescere la carne al di fuori dell’animale”, spiega David Kaplan, direttore del Centro per l’agricoltura cellulare della Tufts University. Per Claire Bomkamp, scienziata a capo del dipartimento per la carne e i frutti di mare coltivati presso il Good Food Institute, è “la stessa cosa della carne tradizionale, ma “togliendo dal processo produttivo gli animali”. Il risultato, in teoria, è un prodotto che ha l’aspetto, l’odore, il sapore e la consistenza della carne che siamo abituati a consumare, e che è disponibile in modo illimitato.

Singapore e USA: la si può utilizzare
I primi due Paesi al mondo ad autorizzare la produzione, la commercializzazione e l’uso di “carne a base cellulare”, sono stati prima Singapore e poi gli Stati Uniti d’America. Sia il Singapore Food Agency che il FDA americano hanno dato il loro lasciapassare. In Israele c’è un ristorante sperimentale che serve tale carne.
Nella discussione ci sono tantissimi pro e contro. A parte l’essere salutare o no che per alcuni Paesi c’è e per altri no, discussioni – manco a dirlo – ci sono se sia green o no (inquina di più un culo di vacca che con i suoi scorretti e rutti emette 500lt di metano al giorno o l’energia per produrre un hamburger coltivato?), se sia fonte di proteine gestibili dal nostro organismo o no, se può essere più salutare, se ha sapore, ecc ecc ecc
Caglio: e se lo bloccano? – È una sostanza acida utilizzata nell’industria casearia per separare, nel latte, le particelle solide dall’acqua per formare una massa solida. Durante la lavorazione, sul fondo si origina la cosiddetta “cagliata“, ossia la deposizione sul fondo del recipiente del caglio, che è la base per tutte le tipologie di formaggio. Il caglio animale viene ricavato dal IV stomaco (o abomaso) di alcuni giovani ruminanti, come il vitello, il bufalino, l’agnello o il capretto. Cuccioli di qualche settimana che vengono uccisi prima che questi inizino a brucare, così da mantenere la “preziosa” sostanza pura. I formaggi DOP Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Asiago, Gorgonzola, Mozzarella di bufala, Pecorino Romano, Provolone, Taleggio e molti altri, sono prodotti con il caglio animale. Li perderemo causa il decreto Lollobrigida?
