PALERMO – Il 2023 ha portato la ripresa economica in Sicilia: infatti, il numero di imprese è cresciuto di 34mila unità e quello degli occupati di 15mila addetti. Secondo i dati elaborati dall’Osservatorio economico di Unioncamere Sicilia, nel terzo trimestre di quest’anno le imprese attive erano 382.764, in forte aumento (+34.079) rispetto alle 348.685 del terzo trimestre del 2022.
Il trend favorevole ha fatto sì che, mettendo a confronto i due periodi, da un saldo negativo fra iscrizioni e cessazioni di -437 imprese a luglio-settembre 2022 si sia passati a un saldo positivo di +687 aziende. La ripresa delle attività economiche ha prodotto anche un significativo aumento di posti di lavoro, +14.958, facendo lievitare il numero di occupati da 1.166.652 a 1.181.610 unità.
La nostra regione è seconda dietro alla Campania per iscrizioni nei registri delle Camere di Commercio: lo dicono le elaborazioni dell’Osservatorio economico di Unioncamere Sicilia.
Anche se in tono minore rispetto alla media degli ultimi dieci anni, in Italia sono nate più attività economiche nel terzo trimestre di quest’anno, soprattutto grazie al traino di Sud e Sicilia, dove maggiore è il numero di nuove imprese aperte fra luglio e settembre, mentre si attenua l’apporto fornito tradizionalmente dalla ricca area del Nord-Est.
I dati di Unioncamere: Sud meglio del grande Nord-Est
Secondo le elaborazioni dell’Osservatorio economico di Unioncamere Sicilia su dati Infocamere, nel Paese le nuove iscrizioni presso i registri delle Camere di commercio sono state 59.236, con il maggiore contributo che arriva dal Mezzogiorno: 18.295, di cui ben 3.944 partite Iva hanno sede in Sicilia, seconda solo alla Campania.
Le altre aree danno un minore impulso: Nord-Ovest 16.579, Centro 12.870, Nord-Est, come detto, in calo a 11.492. Il saldo fra iscrizioni e cessazioni è positivo ovunque: 15.407 aziende in Italia, di cui 4.483 al Sud e 727 in Sicilia; seguono a ruota il Nord-Ovest con 4.099, il Centro con 3.872 e il Nord-Est con 2.953.
In aumento le attività innovative
L’analisi dimostra come l’Italia continui a crescere più del resto d’Europa e che – anche grazie al ritrovato clima di fiducia delle imprese nonostante lo scenario geopolitico assai incerto – nel Mezzogiorno e in Sicilia si siano create condizioni più favorevoli per avviare un’attività.
“Complici gli investimenti del Pnrr e le politiche di sviluppo messe in campo dai governi nazionale e regionale – osserva Pino Pace, presidente di Unioncamere Sicilia – si evidenzia un forte aumento delle nuove attività innovative (1.560) e delle costruzioni (57), mentre perdono posizioni i settori tradizionali, come l’agricoltura (-153), il manifatturiero (-102), il commercio (-510) e il turismo (-111)”.
Sicilia resiliente alle crisi
Il tessuto economico siciliano, con un tasso di crescita del numero di imprese dello 0,15% nel terzo trimestre, di poco inferiore (-0,02%) allo stesso periodo dell’anno scorso, si rivela resiliente alle crisi, all’inflazione, al caro mutui e all’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia.
In dettaglio, “la voglia di fare impresa – analizza Santa Vaccaro, segretario generale di Unioncamere Sicilia – è diffusa in tutte le province, con l’unica eccezione di Enna che ha un saldo negativo di 19 imprese, ma questa anomalia potrebbe anche essere solo frutto di un’operazione di ‘pulizia’ dei registri da partite obsolete. Infatti, i saldi sono più che positivi a Palermo (+226, tasso di crescita dello 0,22%) e Catania (+195, pari a 0,18%), mentre si registra l’exploit di Ragusa (+126, con tasso di crescita dello 0,33%, superiore alla media nazionale che è dello 0,26%), quindi Siracusa (+93), Caltanissetta (+37), Agrigento (+36), Messina (+29) e Trapani (+4)”.
Unioncamere Sicilia intende spingere questo “vento favorevole” e già ha messo in campo uno strumento per sostenere lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese, con ricadute importanti sull’occupazione dei giovani: la nuova Piattaforma “Servizio nuove imprese” assieme allo sportello dedicato a chi voglia avviare una nuova attività.
In Sicilia, Ragusa è la migliore rispetto alla popolazione
Per la Sicilia in particolare, i parametri dicono che il tasso di crescita 3^ trimestre con +0.15% rispetto al -0.02% del 2022, stesso periodo. In Italia il tasso medio è del +0.26%. La vicina Calabria ha maturato un +0.22%.
Tra le province Siciliane, in termini assoluti, il saldo positivo maggiore è per la provincia di Palermo (ovviamente essendo la più popolata con 1.200.957 abitanti al censimento 2023) con +226 nuove attività seguita da Catania (1.071.914 abitanti) con +195 attività. Arriva poi Ragusa, comunque tra le più piccole con 317.136 ma che ha avuto un +126. Messina con 598.811 abitanti ha solo un +29 attività.
In totale in Sicilia sono registrate 476.793 attività. Forse a causa del Superbonus 110%, sono aumentate le aziende di costruzione edile (+57) con 53.582 attività seguite dal contiguo “attività immobiliari” con +14 (7.592 agenzie).
Diminuiscono fortemente le attività di vendita al dettaglio, ingrosso con -510 attività che portano il totale ad un comunque consistente 128.038 aziende.
In diminuzione anche il settore ristorazione ed alloggio con un totale di 32.278 con -111.
Sempre in questo terzo trimestre, nella nostra provincia le forme giuridiche più usate sono per lo 0.58% società di capitale (srl e spa) mentre diminuiscono quelle di società di persone a -0.13%. Diminuiscono anche altre forme, probabilmente le cooperative con -0.01% mentre aumentano leggermente le società di persona con +.0.01%
