NOTO – Il Sindaco di Noto, Corrado Figura ha ospitato il presidente designato nella riunione del Comitato promotore del 14 aprile scorso, Mario Bolognari e l’ideatore operativo del Programma Roberto Allegrezza per dare vita al potente progetto del Grand Tour con candidatura Unesco.
All’incontro ha preso parte Paolo Patanè esperto in Candidature UNESCO e referente culturale nei diversi programmi in ambito pubblico.
“Facilitare” è la parola d’ordine
Dall’incontro, che fa parte di una serie di altri incontri con pubbliche amministrazioni per creare la necessaria rete di attori e competenze, è emersa l’esigenza di facilitare tale percorso attraverso un soggetto di comprovata esperienza.
“Un fattore questo fondamentale per coinvolgere le Amministrazioni dei Comuni e delle Città non solo nel contesto locale ma nel panorama nazionale” ha indicato Roberto Allegrezza, promotore instancabile di questo progetto.
Un visione ampia che ha già riscontrato interesse, in modo informale, con la partecipazione attiva espressa dal Sindaco di Ercolano Ciro Bonajuto e dall’Assessore di Pompei Marcello Lala oltre all’Assessore di Palermo Sabrina Figuccia.
“E’ fondamentale questo rapporto tra pubbliche amministrazioni – sottolinea Roberto Allegrezza, peraltro Amministratore Delegato della società che gestisce alcuni dei “trenini barocchi” in servizio in diverse città barocche ed esperto del mondo del turismo – intendendo non solo comuni ma anche, per esempio, le Camere di Commercio. Siamo nella fase adesso, fondamentale, della candidatura per il riconoscimento del prestigioso titolo Unesco, il cui valore è inimmaginabile. Adesso serve – dice ancora Allegrezza – un piano di gestione su come, appunto, verrà individuato il programma del Distretto Culturale del Gran Tour“
Anche per il caos internazionale e le guerre (purtroppo) in corso, nella discussione al Comune di Noto è emerso come sia Mario Bolognari che Corrado Figura vogliano anche fa intendere il “Viaggio Culturale” come strumento di pace e di incontro.
In effetti, il Gran Tour è uno storico aspetto del ‘turismo’ del 1600 in poi. Con la Sicilia uno delle terre da visitare da parte di molte delle famiglie aristocratiche del tempo.
“Dobbiamo ricordare – conclude Allegrezza – che gli aristocratici d’Europa ci hanno destinato un sapere al Viaggio ed allo studio dei popoli“.
Uno dei prossimo passi, sarà il dar vita ai “Centri di Ricerca e studi per il Grand Tour” per ogni comunità-comune così da promuovere la conoscenza del Patrimonio culturale dai cittadini ai viaggiatori.
