Ragusa: Al via i corsi del GAL “Terra Barocca” per professionalizzare il turismo locale
RAGUSA – Il settore turistico ragusano si prepara a un salto di qualità grazie all’iniziativa del GAL “Terra Barocca”, che ha dato il via a cinque corsi di formazione online. L’obiettivo è chiaro: migliorare la professionalità degli operatori dell’ospitalità, un segmento chiave che rappresenta una fetta importante del PIL provinciale.
I corsi, che hanno registrato un ottimo successo di iscrizioni con quasi 80 partecipanti totali, coprono diverse aree strategiche: dal property management (tecniche e normative di gestione) al digital management (promozione sui social media), dal revenue management (analisi clienti per aumentare i ricavi) al controllo di gestione. Il più richiesto, tuttavia, è stato il corso di inglese specifico per l’hotellerie, pensato per facilitare l’interazione con i turisti internazionali che ha visto un picco di 63 presenze alla prima lezione.
Formazione a distanza e docenti d’eccellenza: una scelta vincente
La decisione di optare per la modalità online si è rivelata strategica. Ha permesso di coinvolgere un pubblico più ampio proveniente da ogni angolo della provincia di Ragusa e, allo stesso tempo, ha aperto le porte a docenti di alto livello da tutta Italia, con lezioni tenute da professionisti collegati da Palermo, Roma e Milano. Un approccio che mira a costruire competenze solide e durature nel tempo.
A gestire il percorso formativo è la cooperativa ragusana F.O.R.U.M., guidata dal presidente Gianni Distefano, che opera nel settore della formazione dal 2016 e si è aggiudicata la gara d’appalto del GAL “Terra Barocca” nell’ambito del progetto “Enjoy Barocco“.
Orari serrati e l’impegno di tutte le età
Nonostante gli orari impegnativi, con pomeriggi che possono prevedere fino a sei ore di lezione consecutive – una sfida, soprattutto in concomitanza con l’avvio della stagione estiva, periodo di punta per le strutture ricettive – i partecipanti hanno dimostrato grande dedizione. Questa compressione dei tempi è stata dettata da vincoli burocratici legati all’utilizzo dei fondi, che dovevano essere impiegati entro fine luglio 2025.
Un dato interessante è la varietà delle fasce d’età degli iscritti, che spazia dai più giovani impiegati negli info point fino ai “giovani 70enni” che si sono lanciati nel mondo dell’extra-alberghiero, tutti accomunati dalla voglia di rimettersi in gioco e acquisire nuove competenze.
Attestati e prospettive future
Ogni corso ha una durata di 25 ore, con una frequenza obbligatoria e una tolleranza massima del 25% di assenze. Al termine, i partecipanti dovranno superare una serie di test finali per ottenere un titolo riconosciuto ufficialmente a livello regionale.
Salvatore Occhipinti, direttore del GAL, ha commentato: “Siamo convinti che la formazione non possa essere data per scontata e debba essere costantemente migliorata. Questo è solo il primo passo. Alla fine di questa prima tranche di corsi analizzeremo i risultati. Se la partecipazione sarà stata intensa, sarà per noi un segnale forte e importante per riprogrammare ulteriori corsi o magari un secondo livello di quelli già imparati.” (mlm)
Un momento della formazione in remoto con i presenti ed il docente, Edoardo Del Negro in collegamento da Milano
Turismo filiera fondamentale – Il turismo è una filiera fondamentale nell’economia d’Italia, della Regione Sicilia e della Provincia di Ragusa. Se a livello nazionale, nel 2024 l’Italia ha registrato un totale di 640.840 strutture registrate con l’87% in regola con la normativa CIN, in Sicilia i numeri tengono alto il settore. Dal sito del Ministero del Turismo per la Sicilia emergono 50.128 strutture ricettive con l’88,98%, cioè 44.602 dotate di CIN, con 907 in verifica amministrativa. Importanti anche i numeri per la provincia di Ragusa. Si parla di 3.765 “host” con una percentuale di “CIN” più alta d’Italia e dell’intera Sicilia con 89.30% (403 strutture risultano ancora non allineate alle nuove regole).
Economia – Dal punto di vista economico, il turismo continua a rappresentare un pilastro fondamentale per l’economia nazionale. Il suo contributo stimato al PIL italiano nel 2024 si attesta intorno al 10,8%. È importante notare che le stime per l’impatto più ampio del turismo sul PIL variano, arrivando fino al 13% o persino al 18% secondo i parametri utilizzati. Il PIL turistico per il 2024 è stimato a 104,5 miliardi di euro, un aumento del 4,6% rispetto al 2019. Tutti i dati indicano, cioè, che il turismo è un contributore significativo all’economia italiana.
Occupazione – In termini di occupazione, il settore turistico impiega circa il 13% della forza lavoro totale in Italia. I dati del 2023 mostrano che le attività direttamente connesse al turismo hanno impiegato +8,7% di personale sul 2022, mentre il settore turistico allargato ha visto un aumento di circa +5,8%. Una stima del 2022 indica oltre 3 milioni di posti di lavoro stabili legati al turismo. Le fonti evidenziano anche che il turismo crea più posti di lavoro dell’industria, pur se un problema di alto tasso di precarietà (stagionalità, contratti a termine).
Sicilia – Nel 2024, il PIL della filiera turistica in Sicilia è stimato raggiungere i 5,3 miliardi di euro. Considerando l’impatto totale (diretto, indiretto e indotto), il peso del PIL turistico sull’economia siciliana è stimato all‘11,1% nel 2024. Nel primo trimestre del 2024, il settore turistico in Sicilia impiegava 157.848 persone. Le presenze turistiche in Sicilia nel 2023 avevano superato i 16,4 milioni, con un aumento del 10,8% rispetto al 2022, sostenendo l’occupazione. Nel 2024, c’è stato un aumento dell’11% nel numero di turisti stranieri in Sicilia, che hanno rappresentato il 54,9% delle presenze complessive.
Un confronto tra turismo e agricoltura, altro pilastro dell’economia in Sicilia mostra che, sebbene l’agricoltura abbia registrato una crescita del PIL del +2,1% nel 2023 e impiegasse 121.000 persone nel 2023, il turismo nel 2024 mostra un contributo economico complessivo maggiore 11,1% e un numero superiore di occupati (157.848 nel Q1 2024 vs 121.000 nel 2023 per agricoltura) nel periodo più recente analizzato. Entrambi i settori sono fondamentali per l’economia regionale, e la sinergia tra di essi (come agriturismo e enogastronomia) rappresenta un’opportunità di sviluppo.
Nella provincia di Ragusa, i dati del 2023 indicano un contributo del turismo al PIL provinciale stimato al 12-14%, leggermente superiore a quello dell’agricoltura (11-13%). Il turismo impiegava più persone (circa 15% della forza lavoro) rispetto all’agricoltura (circa 14%) nel 2023.