RAGUSA – Una linea unisce l’Italia da Nord a Sud: è quella della memoria e della cultura, tracciata dalla due giorni in cui le case museo di tutto il mondo faranno rete, aprendo le porte per consentire al pubblico di scoprire le case dei Grandi.
Sono 142, in 19 regioni italiane, le strutture che hanno aderito all’invito dell’Associazione Nazionale Case della Memoria, dando vita alle Giornate Internazionali delle Case della Memoria e dei Musei di personalità illustri che si terranno in tutto il mondo il 5 e 6 aprile prossimi.
Fino al 4 aprile è possibile prenotare le visite collegandosi al sito www.casedellamemoria.it, dove è presente l’elenco delle case partecipanti con tutti i dettagli.
«È un bellissimo segnale quello dato dalle 142 realtà italiane che hanno scelto di aprire le porte per le Giornate internazionali delle Case della Memoria e dei Musei di personalità illustri – afferma Adriano Rigoli, presidente dell’Associazione Nazionale Case della Memoria – Un numero record che dimostra come tutti insieme abbiamo potuto dare voce, e lustro, al nostro Paese nell’ambito di un evento che quest’anno avrà una diffusione internazionale. Porte aperte nelle case museo di tutto il mondo significa sinergia, diffusione, scambio per fare di queste realtà museali portavoce di cultura e dialogo».
Castello Donnafugata
Nel 1647, il barone Vincenzo Arezzo acquistò la tenuta di Donnafugata da discendenti di casa Cabrera e ne ottenne regolare investitura. Attorno ad una antica torre di avvistamento si iniziò a formare una masseria con relativa casa padronale dove gli Arezzo controllavano le attività agricole del latifondo.
Nella prima metà dell’800, Francesco Arezzo avviò i lavori di rifacimento per creare un “casino di villeggiatura”. È comunque al figlio Corrado Arezzo De Spucches (1824-1895), che si deve la forma dell’attuale Donnafugata. Il barone, deputato al parlamento di Sicilia nel 1848, Senatore del Regno d’Italia (1861) e Regio Commissario all’Esposizione di Dublino (1865), fu autore di una raccolta di poesie e intenditore di teatro, pittura e musica. La sua villa, sede di mondanità ed eleganza accolse uno dei salotti culturali più noti del Circondario.
La nipote Clementina sposò il V.te Gaetano Combes de Lestrade (1859-1918), membro dell’Institut, storico ed economista che a Donnafugata scrisse di politica e diritto internazionale e sociologia. Da Clara (figlia del Lestrade) e dal conte Vincenzo Testasecca, nacque Gaetano, che nel 1982 vendette il Castello al Comune di Ragusa.
