MODICA – Convegno dedicato al nuovo trend nel settore del turismo: la presenza del Destination Management come fattore di promozione del territorio.
Un convegno che ha visto la presenza di alcuni dei maggiori DM, destination manager oggi riconosciuti in Italia. Ad organizzare il convegno presso l’auditorium “Pietro Floridia” di Modica è stato il Gal “Terra Barocca”, da tempo impegnato a rendere il più ampia possibile la cooperazione tra i comuni del suo ambito.
Saluti dall’Assessore all’Agricoltura. Ed il turismo?
Pur essendo un convegno orientato al turismo, stranamente, gli unici saluti istituzionali sono arrivati dall’assessorato all’Agricoltura della Regione. Segno che i fondi di finanziamento arrivano e vanno verso quel versante. Si è infatti ricordato di finanziamento verso gli agri-turismi.
Poi non tutti presenti i sindaci né assessori al ramo. Segno ancora più evidente che il turismo non ha ancora trovato un chiaro spazio nella strategia operativa di molti che non ne comprendono, praticamente sul territorio, l’importanza.

Il Destination Management è un processo manageriale emerso verso gli anni ‘90 e legato alla pianificazione turistica. Si è evoluto nel tempo anche in relazione alle sempre maggior importanza della Filiera del Turismo, oggi principale fattore di sviluppo ed economico. Questo ha dato vita, nel tempo, ad una crescita esponenziale di queste figure che dovrebbero avere la capacità di gestire una “destination” che fatta di tanti elementi e fattori presenti nella comunità territoriale. Un ruolo fondamentale è, per esempio, la capacità di riunire e aprire collaborazioni con tutti gli “stakeholder” del territorio.
Idee e Numeri
Gli interventi dei relatori hanno, in pratica, raccontato le proprie esperienze in riferimento ai territori di loro provenienza. Dal Trentino, esempio di Regione che sul turismo “ci vive“, interessante la presentazione di un sistema quasi totalmente integrato che trova, in diverse app da usare con il cellulare, un “environment“, un ambiente in cui il turista trova sempre e comunque risposte durante il soggiorno.
Interessante anche l’approccio che vede nella analisi dei dati e dei numeri, un prospetto valido da analizzare la visione pragmatica di “uso dei numeri” ed analisi dei dati per chiarire ambiti ed aspetti specifici di ogni offerta turistica. Un fattore spesso non utilizzato fermandosi ad “ipotesi” e fantasie personali per la promozione.
Un compito portato avanti dal prof. Marco Platania che per conto del GAL dirige l’osservatorio. E secondo questi dati, che magari potranno essere analizzati meglio successivamente, in provincia di Ragusa nei territori del GAL “Terra Barocca”, nel 2024 c’è un +2.8% di arrivi distribuiti +1.3% nell’alberghiero e +4.9% nell’extra-alberghiero. Dati che portano a +9.1% le presenze in provincia con una permanenza media di circa 3,5 notti con un incremento del +5.88%.
Al vertice, sempre la burocrazia amministrativa
Dai diversi interventi, è emerso che molti di coloro che ricoprono ruoli di destination manager hanno un ruolo meno imprenditoriale e più di stretto legame con amministrazioni e politica. In tanti fanno parte o derivano da enti ed istituzioni pubbliche. Sono nominati ed i finanziamenti provengono da organismi pubblici.
Il rischio è, obiettivamente, di trovarsi cioè di fronte ad un nuovo bacino burocratico che ha più l’onere nel seguire norme, regolamenti, suggerimenti e indicazioni piuttosto che l’onore di raggiungere risultati effettivi e concreti.
In tal senso, da attendere è la possibilità della verifica dei risultati delle attività, progetti, azioni portate avanti. In molti hanno, per esempio, indicato la partecipazione ad eventi, fiere; di inviti a tour operator, giornalisti, influecer vari. Ma poi, dopo avere speso questi soldi pubblici per fare tour in giro e far fare tour in loco, si capisce se c’è un concreto ritorno economico per il settore o siamo alle dichiarazioni ed ai comunicati stampa, riportati tali e quali dalla stampa? Vedremo. Anche se i dati 2025 su 2024 già indicano che c’è un minor interesse per i nostri luoghi indicando con ciò che le strategia messe in essere sono poco valide.
Federalberghi prenditutto
Un altro fattore emerso è che molti dei vertici nominati nelle varie strutture che oggi si occupano di “destination” hanno forti legami con la Federalberghi, la importante ed influente branca associativa del settore. In questo senso rimane leggerissima l’interazione con il settore dell’extra-alberghiero, benchè i numeri, i fatturati ed il concorso allo sviluppo del turismo sia negli ultimi anni ammesso solo grazie all’extra-alberghiero.
Istat riporta che nel 2022 ci sono 32.425 alberghi in Italia. Secondo i dati più recenti disponibili, nel 2023 il numero di esercizi ricettivi extra-alberghieri in Italia è di 192.219 unità, in crescita del 2,1% rispetto al 2021, benchè adesso con numeri che vacillano per la caccia alle streghe che verso l’extra-alberghiero è fatta. In precedenza, nel 2021, il numero di esercizi extra-alberghieri era di 188.348 unità. Questo aumento riflette la crescente popolarità delle strutture extra-alberghiere tra i turisti, che spesso preferiscono esperienze più autentiche e personalizzate rispetto agli alberghi tradizionali.

