SCICLI – Ormai il conto alla rovescia, quello serio, è iniziato. Da oggi, giovedi fino a tutto venerdi notte e sabato mattina, i bardatori ed i loro cavalli e tutte le Famiglie sono mobilitate a creare ed adornare il manto. Sabato pomeriggio poi ci veste e si “cala” in paese. E si comincia.
Bardatori: 48ore di veglia operativa
In effetti, già da un paio di giorni è tutto in fase di allestimento. Il “balicu”, la violacciocca protagonista visiva dei colori, è stata già consegnata o prelevata e portata nei vari siti dove il manto è, già, in via di preparazione. Tra fiori, manti, testiere, rifiniture, da un paio di notti già non si dorme.
E poi chi dorme lo fa rimanendo sul posto, accanto ai propri cavalli, accanto al proprio prezioso “balicu”: non sia mai dovesse sparire durante la notte!
Le famiglie lo sanno già: per 3, 4 notti e giorni dovranno rinunciare sostanzialmente a mariti e papà. ‘Sta festa è così dentro l’animo di ciascuno, che si rinuncia in partenza a fare polemiche. Sarebbero inutili e perditempo.
Ed il tempo accorcia velocissimamente: una settimana che ieri sembrava un secolo ancora a venire, oggi con 5 giorni sembra il finimondo.




Sacrificio sopra tutto e tutti
I sacrifici, concreti, sono tanti. Gli orari standard di ciascuno, si sono completamente sballati. Chi non può assentarsi dal lavoro, ha modificato la propria agenda giornaliera in maniera drastica: sveglia alle 5, un giro con il proprio amico/cavallo, poi vestiti da lavoro e via. Fino al pomeriggio quando, dopo avere timbrato il cartellino d’uscita, lasciato il camion, messo di lato pala o trattore, la destinazione è immediatamente la stalla e il luogo “sacro” della vestizione. Non ci sono diversioni.
Un sacrificio fisico e mentale intenso. Perchè la stragrande maggioranza di chi ancora tiene sulle sue spalle questa tradizione, sono tutti lavoratori nel senso classico del termine: gente che lavora con impegno fisico, in campagna, edilizia, trasporti, artigianato, magazzinaggio. Tutti posti dove la sedia si vede, forse, quei 5 minuti per il caffè.
Però, non mollano. E la tensione sale. Forse è naturale perchè ogni errore, oggi, è imperdonabile. Ogni dimenticanza, oggi, è irrecuperabile. Ogni disorganizzazione è, oggi, inefficienza ineludibile.
Macchina organizzativa senza pause burocratiche
Mentre “loro” sono là, i 14 gruppi ufficialmente iscritti per partecipare alla competizione e votazione, il resto della macchina organizzativa non si ferma e non può fermarsi.
Quest’anno c’è stato un picco di intervento burocratico/amministrativo mai avuto. Esempio per la prima volta si è voluto, per i bardatori che guideranno il cavallo durante la manifestazione, una attestazione di mancanza di denunce per violenza contro gli animali. Controllata e certificata dalle autorità.
Il tutto, se da un lato è servito a rendere chiari alcuni punti e probabilmente razionalizzare molti passaggi, dall’altro ha spinto “la festa” a diventare un meccanismo complicatissimo e stancante. E rischioso per il futuro.

Sicurezza prima di tutto
La prima ragione di tutto, pare sia proprio la sicurezza: evitare al massimo atti e fatti che possano degenerare. Certo, poi l’accidente può accadere. Ma come è uso per il sistema burocratico, importante è capire, prima, di chi sono le colpe in caso di fatto: così poi si può accusare con maggior tranquillità il “colpevole” e salvare il proprio ruolo.
In una manifestazione di massa incontrollata come questa, in effetti i numeri possono fare la differenza. La sera di sabato, il sfilata dovrebbero essere solo i 14 gruppi bardati più circa 20/22 altri cavalli vestiti con i soli filati. I 14 saranno in competizione, i 22 saranno di bel contorno. Sabato sera, allora, non si prevedono troppi “casini”.
Domenica movimento solo per Sciclitani
Meno definibile è la giornata di Domenica, in cui si apre a tutti i cavalli e cavalieri. Beh, in effetti non tutti. Una ordinanza sindacale, la prima di tale stile a quanto pare, ha impedito di essere presenti ai “cavalli di proprietà di non residenti a Scicli“. La motivazione è sempre la stessa: sicurezza. Ma ha creato tanti malcontenti.
C’è chi ha detto che si limita la libertà di ciascuno (ma durante il covid loro ci hanno chiusi dentro casa per mesi, non dimentichiamo i contorni che il Potere applica alle Libertà). Con casi al limite per cui uno sciclitano che ha stalla e cavallo nel territorio comunale ma che è residente a magari da un mese Modica, non può essere presente alla “sua” festa.
Un regolamento che non ha trovato l’approvazione di moltissimi dei cavalieri, il cui mondo li vede spessissimo uniti in manifestazioni locali. E’ normale, è un valore che ci siano incontri pubblici e manifestazioni in cui “il mondo dei cavalli e cavalieri” si unisce oltre il confine comunale. Si spera e si vuole che il prossimo anno, con più coraggio, comprensione e determinazione, tale divieto sia eliminato.
Motivazione sempre la stessa: ordine e sicurezza.
Per partecipare alla trotterellata di domenica, infatti, bisognava iscriversi. Ma lo hanno potuto fare solo gli sciclitani. E la documentazione da portare era a livello di “espatrio”: documento di riconoscimento del proprietario, “passaporto” del cavallo, documentazione sanitaria, varie ed eventuali. Solo così si ha il numero, ovvero l’autorizzazione all’accesso all’area di trotto.
Ed alla fine, tenendo fuori gli “extrasciclitani”, domenica si dovrebbero contare circa 200 cavalli che non avranno l’obbligo di bardatura. Un numero non esiguo. Ma pare che fosse arrivate decine di telefonate da altri territorio comunali per avere informazioni e partecipare.
Proprio per questa barriera burocratica, è probabile ci siano barriere fisiche e controlli nei punti di accesso al comune di Scicli da parte di molte pattuglie delle Forze dell’Ordine. Ovviamente il blocco sarà per chi dovesse tentare di accedere senza il relativo “visto”.

Giurie: siamo a tre
Diventa poi un trittico il complesso delle giurie. Il sindaco ha nominato una propria giuria composta da 8 Signore che dovrebbero essere residenti nel Comune di Scicli. Magari non tutte lo sono. In ogni caso tale giuria dovrebbe essere capace di giudicare la bellezza ed il portamento di bardature e cavalli. Se si faranno prendere la mano da suggerimenti di parte di andare a considerare altri parametri che non siano questi, avranno fallito il proprio compito. Ed allora il prossimo anno faremo una giuria di biondi, poi l’anno successivo di taglie 48, poi di persone alte 180,25 cm. E via dicendo.
Per ovviare alla non territorialità e conoscenza delle Signore, il comitato ha però formato due altre giurie. Una tecnica ed una che dovrà assegnare un premio di ricordo. La giuria tecnica sarà quella più attenzionata perchè poi il giudizio tecnico non trova quasi mai, consenso. Per cui la polemiche, ben accette comunque, ci saranno sempre.
Alti costi di bardatura
In ogni caso, il vincitore non avrà premi in denaro. Formalmente il Comune ha messo a disposizione 20.000€ per la manifestazione, Di questi circa 15.000 andranno a rimborso delle spese per i 14 bardati. Diciamo circa 1000€/cavallo. Una cifra che, in linea di massima, non riesce a coprire le spese.
Secondo le informazioni raccolte, ogni filare di balicu è stato aggiudicato in media a 1€. Ogni bardatura necessita da 2000 a 3500 filari. Di soli fiori siamo da 2.000€ a 3.500€ a bardatura. Poi ci sono spugne, colle, strutture di supporto, e via dicendo che fanno lievitare il conto po “patriarca San Giuseppe” a ben di più._(MLM)
