RIASSUNTO _ Il Comune di Ragusa ha affidato a una commissione esterna la valutazione di 3 proposte per la gestione del Castello di Donnafugata tramite PSPP (Partenariato Speciale Pubblico-Privato). La proposta migliore è risultata quella di Civita-Logos. Ora seguirà una fase di concertazione e l’accordo dovrà essere approvato da Giunta e Consiglio. Il contratto prevede un canone annuo di 30.000€ per il Comune più una percentuale sui biglietti dal quarto anno. La gestione “privata” ha suscitato polemiche dall’opposizione, con timori di poca trasparenza e denunce. Il sindaco Cassì giustifica la scelta con la necessità di valorizzare il complesso, in cui sono stati investiti 5 milioni di euro ma che con le attuali risorse comunali non è pienamente operativo. Civita Sicilia si dichiara soddisfatta e intenzionata a valorizzare il sito. Un articolo riportato in basso come link, critica l’operazione, ritenendo che il potenziale guadagno della gestione sia molto più alto dei benefici previsti per il Comune.
RAGUSA – Dopo l’avvio della procedura di PSPP (Partenariato Speciale Pubblico-Privato) per il Castello di Donnafugata, che ha per obiettivo di individuare un partner privato disponibile a cogestire la struttura in accordo con il Comune che ne mantiene la proprietà, la valutazione delle 3 proposte pervenute è stata affidata ad una commissione di esperti formata da 5 componenti tutti esterni all’amministrazione
Cosa è il Partenariato Pubblico-Provato? – Il Partenariato «speciale» pubblico-privato (PSPP) è una forma innovativa di collaborazione tra soggetti pubblici e soggetti privati finalizzata alla fruizione e valorizzazione del patrimonio immobiliare culturale; Introdotto con l’art. 151, c.3, del Dlgs. n.50/2016, originariamente prevedeva che solo il Ministero per la Cultura, allora MiBACT, potesse attivare tale forma di partenariato sui beni del Patrimonio Culturale dello Stato;
Proposta Logos-Civitas la migliore
La commissione in carica per la valutazione, ha ritenuto la proposta migliore quella presentata da Civita–Logos. La Civita ha tra i suoi proponento il politico Gianni Letta (vedi link). La Logos fa invece capo al comisano Rosario Alescio. Comincia infatti adesso una fase di concertazione con il proponente prescelto, nella quale si terrà conto delle proposte suggerite. L’eventuale accordo dovrà essere poi approvato dalla Giunta e dal Consiglio comunale.
Non si sono ancora progetti, anche se la società di gestione deve garantire al Comune di Ragusa 30.000€/anno con una percentuale poi sulla vendita dei biglietti dal 4° anno in poi.
Polemiche sulla gestione “privata”
Quando nell’estate del 2024 il sindaco Cassì, uno a cui la determinazione non manca, indicò la voglia di dare in gestione il Castello di Donnafugata ad un partner privato, le polemiche si alzarono. In Consiglio Comunale l’opposizione chiamò all’attenzione su un bene pubblico che si stava “cedendo” ai privati. Il contratto prevede un minimo di 10 anni, rinnovabili per altri 10.
L’idea, d’opposizione, era che il passaggio nelle mani dei privati, fosse da delegittimare perchè si trattava di un’azione non trasparente. Ci furono persino denunce al TAR.
La stessa “ex provincia” di Ragusa, provò a metterci mano con l’invenzione di una fondazione dotata di patrimonio (sempre pubblico, soldi delle tasse) di 100.000€ che si doveva occupare di far funzionare il tutto. Con i costi coperti, parzialmente, dagli introiti e, stabilmente, da denaro pubblico.
Il Libero Consorzio guidato, allora, da Nitto Rosso, pur non essendo ancora alla “proposta”, aveva anche individuato motu proprio, tutti i nomi del personale incaricato: il responsabile Enrico Castiglione, regista, scenografo, direttore artistico italiano; direttrice sarebbe stata Evelina Castro, coadiuvata da Andrea Guastella, Rosario Schicchi, Ciro Salinitro, Dario La Mendola, Miriam Stragapede, Teresa Iozzia, Remo Tagliacozzo. Nel comunicato del Libero Consorzio non era specificato il costo di gestione di una tale possente organizzazione che sarebbe pesata sulla garanzia dei fondi pubblici.
5 milioni già spesi
In una dichiarazione riportata da La Repubblica, il sindaco di Ragusa Cassì fece capire il senso di affidarsi ad una partnership con un privato. “In questi anni – disse – abbiamo investito quasi 5 milioni di euro. Due milioni di euro dal Pnrr sono stati destinati al giardino monumentale del Castello e oltre un milione per riaprire stanze chiuse da tempo e per far partire il Museo del Costume, ma la struttura non è ancora pienamente operativa. Con soli tre dipendenti comunali e il supporto dei volontari, è come avere una Ferrari che non può esprimere tutto il suo potenziale. Con il partenariato invece possiamo coinvolgere i privati mantenendo il controllo pubblico“.
Il senso era chiaro: non è che tutto si può fare con i soldi pubblici che invece, diciamo noi, devono essere impiegati per operazioni più concrete.
Il progetto in itinere
Non c’è ancora la definzione del progetto di Civita Sicilia ma solo qualche dichiarazione: “Non possiamo che esprimere grande soddisfazione – comunica infatti Renata Sansone, Amministratore Delegato di Civita Sicilia – perché la nostra intenzione è fare a Ragusa quello che facciamo sempre: mettere in atto il progetto di valorizzazione da noi redatto, nel quale crediamo, così come abbiamo già fatto nel territorio provinciale con l’esperienza del Museo di Storia Naturale di Comiso. A livello siciliano stiamo promuovendo un partenariato con il Comune di Siracusa, insieme al quale a breve apriremo un nuovo Museo, e con il Comune di Palermo. Il tutto dopo aver avviato a livello nazionale con il Gruppo Civita, il primo partenariato su aree archeologiche in Italia, insieme alla Città Metropolitana di Roma“
Non si prendono invece posizioni sulle polemiche e prese di posizione rispetto a tale bando. La Civita Sicilia li chiama “rumors” in inglese. E, “per rispetto della procedura di evidenza pubblica” la Civita non risponde alle polemiche.
Castello di Donnafugata – Il complesso di Donnafugata è composto da composto da 122 atri per circa 7.500 mq distribuiti su tre piani. Ha un parco con un labirinto che si estende per 8 ettari, 80 mila mq. All’interno che poi il Museo del Costume con quasi 2.800 abiti ed accessori storici.
Amplissima critica
Per completezza, si lasciamo qui il link di un lunghissimo ed approfondito articolo di Angelo Di Natale che ripercorre tutte le fase di questa trattazione, del fatto che ancora prima dell’assegnazione di parlare di chi avrebbe vinto e di tante altre sottotracce. In cui la parte principale è che il guadagno che può venire dalla gestione della struttura, con biglietti, affitto per eventi, mostre, film e via dicendo potrebbe guadagnare cifre ben più alte, vicine ai 15 milioni di euro per i 10 anni, ben più dei 300.000€ da conferire al Comune. Più eventuali percentuali
Si. Ma in teoria tutto è facile, no?
