RAGUSA – Con un quasi buon rispetto degli orari, alle 16 di Mercoledi 17, il sindaco Peppe Cassì ed il suo staff turistico, ha incontrato gli operatori turistici con un pienone nella sala offerta dall’hotel Miramare sul lungo mare di Marina. Un pienone inatteso che ha lasciato gente in piedi, ha messo in difficoltà l’ascolto per la mancanza di un impianto di amplificazione attivato. Ma che ha evidentemente riscosso un successo che dimostra l’importanza dell’argomento “turismo”.
Il Sindaco Cassì, nell’introdurre i lavori ha ricordato come lui abbia le deleghe al turismo e che comprendendone l’importanza “ha collegato nello stesso assessorato turismo e cultura per l’importanza del fenomeno turistico“. Forse, ma lo fanno in pochi, occorrerebbe collegare il turismo allo sviluppo economico, considerandone l’importanza enorme come “fatturato export” del territorio e che poi sostiene la comunità locale.
All’esordio il sindaco ha fatto il mea culpa di un’attenzione verso il turismo che, negli scorsi anni della sua amministrazione, è stato fallace. Un Piano Strategico rimasto sulla carta, peraltro difficilmente ritrovabile anche online, che Cassì ha riconosciuto non avere avuto concreta attuazione durante la scorsa sua amministrazione.
Piano Strategico Turistico. Iniziato il 15 gennaio 2020 affidato all’esperto Luca Caputo. Ma dove lo troviamo? Dal sito del Comune di Ragusa (pagina Turismo a Ragusa) alla voce “piano stretegico del turismo PST Ragusa 2020-2022” (qui) si porta al sito del ccnanticaibla (qui) dove, per niente in maniera chiara ed a fondo pagina, si porta ad un riassuntino (qui). Chi vuole saperne di più, deve fare forse all’antica: avere le conoscenze giuste.
Approccio 2024: si cambia?
Una affermazione di colpa che però ha messo in evidenza un approccio diverso di oggi, con la creazione di uno staff che con altri modi ed ulteriori competenze, potrà adesso agire in maniera più diretta, concreta ed effettiva sul piano del turismo. Anche se non si è capito, da questa prima fase, se il PST 2020-2022 sarà seguito o si farà un “Piano Strategico v2.0”.
Pur con tali ammesse lacune, però, il Sindaco ha rivendicato alcune innegabili infrastrutture che hanno reso più bella ed agevole Marina. Il lungomare, per esempio che ha reso unica Marina collegando in maniera ampia e facile piazza Malta a piazza Duca degli Abruzzi. Lavori non ancora completati ma che lo saranno presto, ha detto.
Poi nuove ipotesi come il lungomare verso l’area del porto, la pista ciclabile oltre fino a Playa Grande. O anche un PRG che, su Marina, prevede un incredibile (per noi, se abbiamo capito bene) numero di 5000 nuovi posti letto attivabili.
Marina punta di diamante del turismo. Ma disordinata
Cassì ha indicato come Ragusa e Marina di Ragusa, siano destinazioni ad altissima vocazione turistica ad ampio raggio. In edilizia, il costo per metro/quadrato, a Marina di Ragusa compete e vince anche contro Taormina, per far comprendere il valore dato al territorio ed ai servizi che vengono offerti.
Come Turismo Sportivo, Ragusa ha avuto una settimana di contest internazionale di pallavolo che ha portato tante persone a soggiornare a Ragusa. A Febbraio si parla di una regata per giovani che si ipotizza possa portare a Marina non meno di 350 persone tra atleti, genitori ed accompagnatori.
Una Marina di Ragusa, insomma, punta di diamante di un segmento turistico medio/alto pur se, troppo spesso la stessa Marina è cresciuta in maniera disordinata rendendo meno facile la gestione dei servizi, come ha detto il sindaco.
Si è parlato esempio di installazione di bagni pubblici, di docce che diventeranno a pagamento (pur se minimo) per evitare uno spreco di acqua. Dell’aumento della tassa di soggiorno necessaria per tali spese pubbliche. O del problema del trasporto pubblico ora che l’AST ha indicato che chiuderà diverse linee urbane nell’area. Su tale aspetto Cassì ha detto come siano già in corso trattative con altre aziende per la copertura di certe linee.
Ci si è anche soffermati sull’apporto dei privati, spesso non congruo. Esempio sulla disomogeneità dei dehor (gli spazi esterni dei locali pubblici) oggi troppo ‘creativi’ e che possono creare ambienti meno coordinati.

Per il resto, ha ancora detto il Sindaco, si tratterà di gestire meglio i servizi che hanno dimostrato forti lacune. Esempio la programmazione degli eventi e della stagione fatta sempre a Luglio per Agosto o giù di li. Il tutto per agevolare la famosa parola magica in bocca a tutti: “destagionalizzazione“.
Staff con orientamento manageriale
A dare una svolta più sul pratico, almeno in parte, ci ha pensato Ignazio Ottaviano, manager d’hotel di esperienza e, nella consulenza affidatagli dal Comune, figura di ‘Destination Manager” pur se tale ruolo non è stato espressamente indicato.
Secondo Ottaviano, realisticamente, un programma serio, più pieno di contenuti e meno di parole, potrà avere senso nella prossima stagione 2024/2025. “Inutile parlare se ancora molti degli elementi che possono definire la nostra offerta, non sono presenti o si stanno formando” ha detto chiaramente e sinceramente.
Così una prima analisi potrà essere fatta da qui a 6 mesi cominciando da adesso a parlare di contenuti. Dividendo in un certo senso in due il “pacchetto” con la parte più propriamente amministrativa da gestire da parte di sindaco e giunta da quella di management a carico di se stesso e del suo gruppo di lavoro.
L’ “online” parte da leone
Saranno ad esempio attivati corsi di formazione webinar (online) gratuiti per professionalizzare gli operatori. Oppure l’approccio agli info-point che devono diventare il front-desk tipo albergo in giro per la città, in cui dare ai turisti tutte le informazioni possibili e coordinate.
Non poteva poi mancare l’ennesimo portale di destinazione in cui pioveranno dati, informazioni, atti, fatti che abbracceranno il turista che cerca e che arriva a Ragusa.
Si è parlato poi di influencer, personaggi che praticamente vengono a scrocco o anche persino pagati, fanno un video e poi lo pubblicano sui loro “profili” insieme ad altre decine. Valore di tale approccio? Molto scarso. Un esperimento in zona fu fatto con due, tre influencer olandesi: noi non siamo riusciti né a contattarli per farci raccontare cosa pensavano della nostra zona, né un video abbiamo visto. Forse è meglio utilizzare l’Artificial Intelligence, che la mediocre intelligence spesso persino truffaldina.
Tornando al serio, importante è invece l’analisi dei dati per capire i trend in essere. Ad esempio, anno su anno oggi si sta vedendo che la copertura turistica a Marina è in calo quasi del 30% ma, incredibilmente, i prezzi delle strutture di ospitalità aumentano senza controllo. Cioè, la gente prenota di meno ma alberghi e host in generale aumentano i prezzi. Un influencer direbbe: “Ma stanno scherzando?”
Il rischio è che una mancata corretta gestione del “pricing” come si chiama, accumulerà pochi turisti nel mese di agosto soprattutto, con un livello dei prezzi asfissiante che non porterà valore aggiunto alla destinazione “Marina di Ragusa”. Se da un lato gli operatori hanno comprensibilmente necessità di coprire i costi annuali, sfalciare tutti in un mese è socialmente e social media controproducente.
Programmare con serio anticipo: finalmente
Importante, ha messo in evidenza Ottaviano, la programmazione. Un aspetto su cui noi di Turismoibleo.com abbiamo spessissimo attirato l’attenzione. Programmare giochetti a luglio per farli nella piazzetta in agosto, può servire a far gioire i locali. Ma se la cosiddetta “booking window” la finestra di prenotazione è larga 4, 5 mesi, un evento per far ingolosire un turista e far scegliere Marina di Ragusa, deve essere pronto a Febbraio. O anche prima. E deve essere un evento importante che fa prenotare viaggio, alloggio e ristorazione.
Tra l’altro i “macro eventi” sono l’effetto calamita per molti segmenti turistici, dai giovani in poi. E programmarli magari con costanza di anno in anno, è strategico, cioè ha valore per il lungo periodo.
Le richieste degli Operatori Turistici
Dal pubblico presente sono stati messi in evidenza diversi aspetti. Si è parlato appunto di eventi programmati con largo anticipo, del valore del porto di Marina oggi sub Malta; del serio problema del trasporto pubblico deficitario completamente. Occhio anche all’aeroporto di Comiso, all’autostrada casello Modica-Scicli ed oltre, alla superstrada Ragusa-Catania. Dalle fiere nazionali ed internazionali, alla possibilità per i locali di avere orchestrine in attività nei dehor e non solo nei locali coperti. Attenzione anche alla sicurezza che a Marina spesso manca per l’eccesso di concentrazione di pubblico poco adatto alla socialità.
Tante evidenziazioni e problematiche oggi focalizzare sulla ‘critica’, come spesso accade nelle riunioni tra privati e pubblico o come deborda sui social. Un avvio quasi sempre di questo tipo in tali incontri che, se l’amministrazione Cassì riuscirà a gestire senza fare riunioni “tanto per farle una volta tanto”, porterà invece certamente gli operatori, gente che vive di questo lavoro, a passare dalla critica alla sinergia per l’individuazione dei problemi.
Ragusa “caput mundi”?
Ciò che ha lasciato un po’ dubbi, e qui è il nostro commento, è stata l’eccessiva capitalizzazione su Ragusa come unicum non mettendo in evidenza il valore vero e strategico della promozione di un territorio più ampio. Certamente la riunione era fatta dall’amministrazione di Ragusa con gli operatori di Ragusa. Ma non considerare il valore aggiunto di essere in un territorio più ampio, fa riflettere.
Se Marina è certamente oggi il gioiello turistico estivo, la ‘destagionalizzazione’ deve abbracciare uno spettro più ampio. Se si viene per una settimana di pernotto a Marina a febbraio, difficile che si passi la settimana andando al mare d’inverno e poi chiusi al ristorante. Il Territorio dovrà servire da nido per “l’esperienza turistica”.
Però ad oggi, le analisi eleborate, vedono in Ragusa l’ombellico del mondo (ibleo, perlomeno). Creando scollamenti ulteriori.
Dire che, esempio, Ragusa deve diventare il centro ibleo della prossima Pasqua per la tradizionale parata religiosa, fa nascere un conflitto permanente con la VasaVasa di Modica, lo stesso a Comiso. Per non parlare di Scicli, del Gioia/Uomo Vivo che ha avuto pure il tributo di una canzone di Vinicio Capossela (qui, 227.000 visualizzazioni solo su WarnerBros).
Oppure, non considerare che la stagione turistica della provincia iblea comincia con la Cavalcata di San Giuseppe, sempre di Scicli, tradizione unica in Sicilia, potrebbe essere di bassa visione. Se un turista di medio/alto lignaggio va negli accoglienti hotel a 5 stelle di Marina per poi assistere alla Cavalcata di Scicli, è un peccato?
Prima abbiamo detto “un altro portale“. Un altro perchè accanto alle decine e decine che ci sono, un portale di tipo turistico, è stato inaugurato dal GAL locale. Un portale dal titolo un po’ chiuso di “enjoybarocco” che dovrebbe appunto essere il bacino di raccolta di tutta l’informazione percolante del settore turistico più ampio.
Un ‘portale’ messo a bando e costato la bellezza di quasi 90.000€ che languisce con un livello di informazione mediocre. Con errori che abbiamo già fatto notare. Ed oggi, 18 gennaio, con informazioni statiche ed eventi che si riferiscono ancora al Natale 2023. Ragusa farà un altro portale da 89.999€ per essere competitiva?
Assieme, no
Insomma, il valore di un Territorio che solo insieme può far la differenza, è macinato. Certo, tutti parlano di collaborazione, sinergie e simili. Ma poi ognuno fa la sua strada.
E non si capisce bene, allora, il perchè di tante di queste sovrastrutture intermedie: consorzi, distretti, gruppi di azione. A che servono? Sono giardino di semina dei vari potenti di turno da cui poi raccoglieranno il consenso ogni 4 anni? Servono a distribuire incarichi, fondi, finanziamenti, soldi? Sarà forse come per le ri-nascenti Province, che erano state abolite e che torneranno a breve ad essere il recinto di mandrie regionali e nazionali a costo pubblico?
Fatto sta che se svanisce l’idea, strategica, di un progetto più ampio magari fatto con magari validi manager e consulenti nominati che però si concentrano sul piccolo. Piccolo magari è bello. Ma serve a poco

